Archivio Mensile: dicembre 2010

Ambasciatori bolivariani per la liberazione dei Cinque

A Cuba  gli ambasciatori dell’  ALBA  (Alleanza Bolivariana dei Popoli della Nostra America) hanno chiesto alla Sezione di Interessi Statunitensi (SINA) la liberazione dei 5 cubani detenuti nelle carceri negli Stati Uniti.

I diplomatici di 25 paesi hanno consegnato una lettera diretta a Barak Obama nella quale si chiede  anche la concessione di visti speciali per permettere le visite delle mogli dei 5 cubani detenuti  da più di dieci anni negli Stati Uniti con accuse gravissime.

L’ iniziativa è partita dall’ Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Cuba ma ha immediatamente raccolto l’adesione di numerosi paesi .

Qui di seguito il testo della lettera:

Eccellentissimo Barack Obama

Presidente degli Stati Uniti

Casa Bianca

Washington D.C. 20500

CC: Hillary Rodham Clinton

Segretaria di Stato degli Stati Uniti

CC: Jonathan D. Farra

Sezione di interesse degli Stati Uniti a La Habana

 

Stimato Signor Presidente:

Ci rivolgiamo a Lei per chiederLe che interceda a favore di Olga Salanueva e di Adriana Pérez perché venga concesso loro il visto di visita per non-immigranti   negli Stati Uniti, affinché possano visitare i loro rispettivi mariti René Gonzáles e Gerardo Hernández.

Il Sig. Gerardo Hernández si trova detenuto  nel penitenziario federale di Victorville nello Stato della California. Il suo  numero di reclusione è 58739–004. Sta scontando ingiustamente  due ergastoli più 15 anni. Come Lei già sa, Gerardo viaggiò negli Stati Uniti per  contrastare  atti di  terrorismo contro dei civili innocenti a Cuba, terrorismo originato all’ interno dei settori estremisti della comunità cubano-americana di Miami.

 

René Gonzáles è detenuto  nel penitenziario federale di Marianna nello Stato della Florida, dove sta scontando una condanna di 15 anni, impostagli ingiustamente, soltanto  per difendere il suo paese dal  terrorismo proveniente da Miami. Il suo numero è 58738–004.

Gerardo e René formano parte del gruppo dei prigionieri politici conosciuti con il nome di “I Cinque”. Si trovano  in carcere negli Stati Uniti dal 1998.

Signor Presidente, noi gli ambasciatori accreditati nella Repubblica di Cuba che  abbiamo firmato questa lettera chiediamo la sua intercessione a  favore di Olga Salanueva e Adriana Pérez per ragioni umanitarie. Loro chiedono soltanto    di esercitare  il diritto fondamentale di visita ai  propri mariti reclusi  nelle prigioni dove stanno scontando le pene.

La Sezione di Interessi degli Stati Uniti a La Habana ha frustrato i loro sforzi negandogli i visti per poterli andare  a trovare. La Sezione,  basandosi su decisioni prese dal Dipartimento di Stato le qualifica come inammissibili al paese per ragioni di sicurezza nazionale.

Ciò è assurdo, dal momento che Olga e Adriana non rappresentano una minaccia agli Stati Uniti e che semplicemente desiderano esercitare il loro diritto  a visitare temporaneamente  i loro mariti. Ci preoccupa il fatto che il negare permanentemente a Renè e Gerardo le visite dei loro familiari sia una forma di castigo estremo e inusuale che va ben oltre le severe sentenze imposte loro dal Tribunale di Miami.

Si tratta di un castigo necessariamente punitivo e contrario alle norme tanto rispetto al trattamento umano dei detenuti quanto rispetto agli obblighi di un paese a proteggere le relazioni familiari delle persone nel loro territorio.

 

Il diritto internazionale  riconosce l’ importanza  della famiglia alle persone private della loro libertà. Renè e Gerardo hanno  diritto a ricevere le  visite  delle loro mogli e Olga e Adriana hanno il diritto a visitarli in carcere.

Il loro amore continua nonostante le lunghe condanne alle quali sono sottomessi.

Richiamiamo la Sua  attenzione su alcuni principi fondamentali del Diritto Internazionale, tali come le “regole minime per il trattamento dei detenuti” adottate nel Primo Congresso delle Nazioni Unite celebrato a Ginevra nel 1955:  “il contatto con il mondo esterno. I reclusi saranno   autorizzati a comunicazioni periodiche, con  la dovuta vigilanza,  con i familiari e amici di buona reputazione, tramite corrispondenza o visite.  “Le relazioni sociali e  aiuto post prigionia.  Si attuerà particolarmente per il mantenimento e il miglioramento  delle relazioni tra il recluso e la sua famiglia”. Normative queste che devono essere rispettate dalle nazioni che sottoscrissero questo accordo, incluso gli Stati Uniti d’ America.

 

La concessione di visti per non immigranti  per Olga e Adriana è motivo di preoccupazione urgente anche per i seri dubbi rispetto all’ equità delle condanne.

Il Gruppo di Lavoro sulla Detenzione Arbitraria delle Nazioni Unite (ONU)  ha emesso una sentenza del 2005 affermando che” I Cinque”  erano stati privati arbitrariamente della loro libertà e che gli Stati Uniti non stanno adempiendo ai  loro impegni giuridici per  garantirgli il diritto a un giusto processo.

 

Tanto René che Gerardo hanno presentato ricorso di Habeas Corpus pendente davanti all ’Onorevole giudice Joan Lenard del Tribunale  Federale per il Distretto  Sud della Florida, chiedendo che le loro  condanne siano ridotte per le violazioni  dei  diritti costituzionali che si sono verificate  nei loro casi.

La risposta negativa da parte della Sezione di Interessi  del Dipartimento degli Stati Uniti di concedere visti per non  immigranti a Olga Salanueva e Adriana Pérez è arbitraria e capricciosa. Loro non rappresentano una minaccia  per gli Stati Uniti e sono semplicemente mogli che vogliono riunirsi un momento con i propri coniugi.  A nostro avviso l’emissione dei visti  nel caso di Olga Salanueva y Adriana Pérez, si trova sotto la giurisdizione della Sezione di Interessi degli Stati Uniti a La Habana e del Dipartimento di Stato. Per questo abbiamo inviato una copia di questa lettera anche a loro.

La sollecitiamo pertanto con rispetto, affinché  interceda per ragioni umanitarie a favore di  Olga Salanueva e Adriana Pérez  e che dia istruzioni al Dipartimento di Stato e alla Sezione statunitense a La Habana che emetta visti per visitare gli Stati Uniti, in accordo alle leggi statunitensi e al diritto internazionale in modo che loro possano compiere una breve visita negli Stati Uniti in modo da trascorrere un po’ di tempo con i loro mariti.

I paesi firmanti della lettera presentata alla Sezione di Interessi degli Stati Uniti  a Cuba venerdì 17 dicembre  2010  dagli ambasciatori dei paesi membri dell’ Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America  (ALBA).

Repubblica Popolare  del Congo

Repubblica del  Nicaragua

Repubblica dell’ Ecuador

Repubblica  Bolivariana del  Venezuela

Stato Plurinazionale della Bolivia

Repubblica  Saharaui

Repubblica  Timor Este

Repubblica Araba della Siria

Repubblica della Libia

Repubblica del Mali

Repubblica Popolare Democratica della Corea

Repubblica della Namibia

Stato della Palestina

Mancomunidad della Repubblica Dominicana

Repubblica dell’  Ucrania

Repubblica del Sud Africa

Repubblica della  Mongolia

Repubblica delle Filippine

Repubblica della Guinea Bissau

San Vicente e le  Granadinas

Repubblica del Paraguay

Repubblica di Cipro

Repubblica di Iran

Repubblica del Gambia

 

Che Obama liberi i cinque eroi!

Il messaggio di Ricardo Alarcòn de Quesada inviato ai partecipanti del VI ritrovo internazionale per la liberazione dei cinque eroi cubani è stato più che chiaro! Ecco un breve riassunto del messaggio e delle conclusioni del ritrovo.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, deve ordinare l’immediata ed incondizionata scarcerazione dei Cinque antiterroristi cubani ingiustamente reclusi nelle carceri USA, ha affermato Ricardo Alarcón de Quesada, presidente dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular (ANPP), in un messaggio inviato agli oltre 300 partecipanti al “VI Colloquio Internazionale per la liberazione dei Cinque e contro il terrorismo” (Holguin 17-21 novembre).

Le azioni di denuncia devono continuare giorno e notte, senza tregua, ha affermato Alarcón.  La solidarietà internazionale, l’affluenza al congresso, il continuo crescere di blog che trattano specificamente questo caso è importante per rompere il silenzio mediatico e può influire sulla coscienza del presidente statunitense sino a forzarlo a correggere l’ingiustizia perpetrata ormai da oltre 10 anni.

Tra gli oratori, Gloria la Riva, presidentessa del Comitato Nazionale degli Stati Uniti per i Cinque, che ha parlato delle investigazioni ancora in corso,  per dimostrare al mondo, con abbondanti argomenti e prove, che i giornalisti che hanno in misura maggiore influito negativamente nel caso dei 5 erano agenti pagati dalle istituzioni federali statunitensi.

I familiari dei Cinque, tra i quali  Mirtha Rodríguez e Irma Sehwerert, madri di Antonio Guerrero e René González, rispettivamente,  con  Elizabet Palmeiro, moglie di Ramón Labañino, hanno  ringraziato per il sostegno offerto.

ASC

Dichiarazione finale del VI ritrovo internazionale per la liberazione dei cinque eroi cubani

Di seguito è riportata la dichiarazione ufficiale ed originale esposta a termine del VI ritrovo internazionale per la liberazione dei cinque patrioti cubani, rinchiusi nelle carceri statunitensi per aver difeso il proprio Paese dal terrorismo. La dichiarazione è stata approvata dai 350 compagni che hanno portato la propria solidarietà nei confronti dei cinque eroi recandosi ad Holguìn, dove è stato ospitato il VI ritrovo internazionale.

Los Coloquios realizados en Holguín desde hace seis años han marcado la importancia y la creciente solidaridad que esta colosal injusticia contra los Cinco despierta en miles de amigos solidarios. Colectivamente las condenas de nuestros Cinco Hermanos hoy suman dos cadenas perpetuas más 99 años de prisión. Los recursos legales se agotan; tampoco han sido concedidas las visas múltiples al conjunto de los familiares, ni las visas humanitarias para Olga y Adriana.

Mientras los Cinco guardan injusta prisión, connotados terroristas internacionales son homenajeados en universidades de Miami como Orlando Bosch Ávila; y Luis Posada Carriles sólo será juzgado por mentir a las autoridades migratorias, y no por ser terrorista y responsable de la muerte de miles de seres inocentes.

Graciela Ramírez, presidenta del Comité Internacional por la Liberación de los Cinco Héroes cubanos, leyó en el plenario la declaración final del VI Coloquio por la Libertad de los Cinco Héroes y contra el Terrorismo.

Las declaraciones recientes del terrorista internacional Francisco Chávez Abarca, mano derecha de Luis Posada Carriles, detenido en Venezuela el pasado primero de julio y extraditado a Cuba; revelan los planes contra la isla, Venezuela y otros países de la región, que se fraguan con total impunidad desde EE.UU.

La falta de respuesta a la solicitud de extradición del criminal Luis Posada Carriles a Venezuela cursada hace más de cinco años por el gobierno bolivariano, y la negativa de extraditar a Argentina a Roberto Guillermo Bravo, autor del asesinato de 16 presos políticos, nos muestra en su real dimensión al gobierno de EE.UU. que carece de moral para hablar de derechos humanos, de lucha contra el terrorismo; mantiene injustamente en prisión a los Cinco por más de 12 años mientras que los terroristas andan libres por las calles de Miami.

A este VI Coloquio Internacional asistieron más de 350 delegados de 56 países. El caso de los Cinco es absolutamente político y solo la solidaridad internacional podrá lograr su regreso a la patria y al seno familiar. Estamos conscientes de la urgencia de la etapa en la cual nos encontramos. Por lo tanto, es fundamental intensificar las acciones durante los dos últimos años de la primera administración de Obama.

Tenemos que trabajar más unidos que nunca y multiplicar las acciones entre las miles de manos que como un solo puño se levantan y forman los más de 300 comités solidarios por su liberación en 111 países.

Los más de 300 delegados de 50 países asistentes al VI Coloquio Internacional por la Libertad de los Cinco y contra el Terrorismo convocan a:

1. Ampliar el trabajo con parlamentarios, sindicalistas, religiosos, personalidades y movimientos sociales; extendiéndolo a sus homólogos en EE.UU. Solicitar pronunciamientos del Parlamento Europeo, Parlacen y Parlatino. Utilizar las diferentes resoluciones, mociones y otros documentos que ya han sido aprobados por los parlamentos con anterioridad.

2. Utilizar el documento recientemente emitido por “Amnistía Internacional” sobre los Cinco en todas las oportunidades que se crea conveniente; especialmente enviarlo a miembros del gobierno de la Administración estadounidense; lo mismo con la decisión del Grupo de Trabajo sobre Detenciones Arbitrarias de Naciones Unidas.

3. Continuar movilizando el desarrollo de las jornadas internacionales de solidaridad con los Cinco del 12 de septiembre (aniversario de sus arrestos) al ocho de octubre, destacando el seis de octubre declarado por Cuba “Día de las víctimas del terrorismo”; y el ocho de junio aniversario de la injusta sentencia de culpabilidad de los Cinco.

4. Crear nuevas formas de comunicación para que la verdad llegue a todas y todos y ampliar la divulgación del caso de los Cinco en los más vastos sectores sociales.

5. Realizar en Washington una conferencia internacional que convoque a personalidades de EE.UU. y diferentes países que demanden al Presidente Obama:

• Hacer uso de sus facultades y otorgar la libertad a los Cinco.
• Poner fin al bloqueo genocida contra Cuba.
• Respetar la voluntad de los pueblos del mundo.

6. Exigir el otorgamiento de las visas múltiples para todos los familiares y en especial para Olga Salanueva y Adriana Pérez. Apelar a la Comisión Internacional por el Derecho a Visitas Familiares; a Michelle Obama en su doble condición de mujer y de madre; y continuar estimulando las iniciativas y acciones de los comités.

7. Difundir y estimular la demanda de libertad para los Cinco, por parte de artistas, personalidades y líderes de opinión, a través de sus relaciones con medios de prensa escritos, radiales, televisivos y medios alternativos mediante carteles, postales, cartas, llamadas telefónicas, impresos, filmaciones, tanto a nivel local, nacional e internacional. Identificar un cantante conocido que esté dispuesto a escribir una canción sobre los Cinco y buscar cantantes de diferentes partes del mundo que la interpreten a la vez.

8. Organizar conferencias sobre el caso de los Cinco en universidades norteamericanas y en otras con juristas reconocidos.

9. Mantener informada a “Cubainformación” de las acciones que se realizan para permitir apoyarse mutuamente en las campañas.

10. Incrementar la utilización de las redes sociales, como Twitter, Facebook, blogs, correos electrónicos, radios comunitarias, canales de TV e Internet.

11. Convocar demostraciones, conciertos, obras de teatro, exposiciones, concursos y actividades que denuncien el caso y reclamen la solidaridad desde todos los espacios culturales posibles. Estimular acciones deportivas como maratones, partidos de béisbol o fútbol, entre otros.

12. Denunciar la impunidad y el doble rasero de un gobierno que se dice en lucha contra el terrorismo; mientras ampara y otorga protección a terroristas internacionales como Luis Posada Carriles y Orlando Bosch Ávila. Exigir el cese de la impunidad, el desmantelamiento de las organizaciones terroristas con sede en Miami; y el juicio y castigo a los asesinos de nuestros pueblos.

13. Reproducir el documental “Razones de Cuba” que contiene las declaraciones del terrorista internacional Francisco Chávez Abarca, para denunciar las formas del terrorismo contra Cuba y nuestros pueblos.

14. Utilizar la digitalización de la nueva gráfica por los Cinco, para ampliar su reproducción en los diferentes países.

15. Hacer un llamado, en el Festival Mundial de la Juventud y los Estudiantes a celebrar en Sudáfrica, de respaldo a la demanda universal para que el Presidente Obama libere inmediatamente y sin condiciones a los Cinco Héroes cubanos.

“Cese la injusticia. ¡Libertad ya!”